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"V for Vendetta" di James McTeigue

 
I fratelli Wachowski intorno agli anni novanta, prima del fenomeno Matrix, hanno cominciato a lavorare su un progetto, la loro anima alternativa e commerciale al contempo li ha portati sulle tracce di Guy Fawkes (cospiratore cattolico del 1600) e sul personaggio ideato dalla mente di Alan Moore: “V”. Scritto dai Wachoswki Bros, che producono a braccetto con quel volpone di Joel Silver (monopolista insieme a Jerry Bruckheimer dei “bum bum” movie), diretto dall’ emergente australiano James McTeigue, già aiuto regia dei fratelli nella trilogia e di G.Lucas in StarWars II, “V for Vendetta” non può essere considerato un fiacco lavoro di contaminazione fumetto/cinema, come purtroppo ne abbiamo visti, bensì un buon compromesso di effetti speciali/contenuti. Forse era facile approfittare di un simbolo così affascinante ed è incontestabile che la sceneggiatura risenta dell’ adattamento dalla pagina allo schermo, il ritmo filmico paga alcune brusche frenate, ma ciò non intacca significativamente il pregio dell’ opera. L’ ambientazione gotica, l’ipotesi totalitarista, la tensione verso uno status altro lontano dalla censura, la necessarietà di un cambiamento che passi tramite la conoscenza, inevitabilmente propedeutica alla capacità critica, creano un contesto filmico molto più vicino ad un thriller permeato di critica politica che ad un semplice film d’ azione. La pellicola è costruita su un poetico pragmatismo che esalta tramite il linguaggio forbito e intriso di ideologie

rivoluzionarie del protagonista “V” il lampante masochismo di una popolazione che sceglie i propri carnefici, lo spettatore osserva in quali errori si può cadere se si baratta la propria libertà ed i propri diritti in cambio di un rassicurante senso di sicurezza.

Conoscenza>Memoria>Consapevolezza>Capacità Critica Non siamo molto distanti dai problemi attuali. Si sente risuonare una rivoluzione etica e culturale, sarcastica verso ogni tipo di intolleranza sociale, trionfante come un overture di Tchaikowsky, tra mortali fuochi d’ artificio ed educazione delle masse, messaggi che esulino da ideologie e figure rappresentative, che inducano verso il pensiero autonomo. In quanto a suggestioni atmosferiche e scenografiche (una Londra ,girata a Berlino, fascistizzata e post moderna) siamo di fronte ad un kolossal, McTeigue dirige con disinvoltura ostentando in qualche frangente le caratteristiche dei suoi maestri, le sequenze iniziali sono intriganti ma hanno qualche momento poco dinamico che poteva necessitare di una ulteriore ripulita, le sequenze d'azione sono spettacolari. Convenzionalmente musicato da Dario Marianelli ben montato e tecnicamente valido V for Vendetta ha sicuramente nel cast un punto di forza: molto divertente il personaggio di John Hurt, il cancelliere, Hugo Weaving nei panni di “V” che non mostra mai il proprio volto, passando per Stephen Rea e soprattutto per la vera protagonista Natalie Portman credibile e impegnata. V for Vendetta è un film che può non piacere, forse perché potrebbe deludere delle aspettative da facile consumo ma può altrettanto risultare coinvolgente ed emozionante soprattutto per chi viene orientato dalla storia di “V”, verso il riflesso di una realtà contemporanea che ha vissuto la drammaticità di scenari simili.A ciò si accompagna una necessaria riflessione su un’ eventualità, quella del regime salito al potere con meschinità e repressione, che fa rabbrividire. La memoria è indubbiamente la chiave.

• Guy Fawkes, cospiratore cattolico deluso dall’ intolleranza religiosa di re James I, il 5 novembre 1605 progettò di far esplodere le House of Parliament di Londra in concomitanza con l’ apertura annuale, stipando nel sotterraneo dell’ esplosivo.L’ attentato fallì, qualcuno parlò e Fawkes finì torturato nella Torre di Londra costretto a confessare. Pochi giorni dopo furono arrestati i complici, da allora gli Inglesi ricordano ogni anno quella data (Bonfire night) e nei sotterranei delle House of Parliament soldati in divisa del tempo girano con vecchie lanterne i sotterranei come se fossero alla ricerca dell’ attentatore.

• Alan Moore fumettista apprezzato dagli appassionati del genere ha creato il personaggio “V” uscito a puntate tra il 1981 e 1989, il fumetto aggrediva causticamente le nefandezze del governo Thatcher. Moore dopo “La lega degli uomini straordinari” e “From Hell” trasposizioni di suoi fumetti ha deciso di non partecipare alla realizzazione del film….

di Stefano De Felici