"Halloween - The begining " di Rob Zombie |
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Rob Zombie, musicista e regista, era riuscito a stupirci con due piccoli capolavori quali “La casa dei 1000 corpi” e soprattutto “La casa del diavolo”. Con “Halloween the beginning”, contro ogni prognostico, mantiene le aspettative e confeziona novanta minuti di puro terrore.
Il compito non era facile, cimentarsi con un classico come l’halloween di Carpenter, film culto riuscito a imporsi nell’immaginario collettivo, era impresa decisamente rischiosa tenendo conto anche dei numerosi sequel e imitazioni che avevano appiattito la serie a un collage di cliché e citazioni più o meno compiaciute.
Zombie vince la sfida grazie a un’intuizione geniale: non gira un remake né un prequel, ma fonde in un’unica esperienza visiva entrambi creando un atmosfera allo stesso tempo famigliare (chi conosce l’originale non potrà non cogliere tutto l’affetto e il rispetto che il regista riserva al primo halloween) inedita ed indipendente da ogni stereotipo. La prima parte è quella che decisamente funziona meglio. Scritta ex-novo dal regista, la narrazione vola capovolgendo i presupposti storici della saga originale: nel primo film infatti la paura era determinata dalla quasi ignota identità dell’assassino e dalla totale assenza di motivazioni della sua follia omicida; in the beginning invece è la paura del noto a prendere il sopravvento. Un’analisi quasi sociologica sulla natura del male che affonda le radici in una società malata e senza speranza (quella americana) e in una famiglia deviata e violenta (tema a cui il
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regista è affezionato) che finisce per auto-distruggersi. Una lenta discesa nell’odio che genererà odio e nuova violenza senza reali speranze di cambiamento.
Verso la metà, il film si ricollega dove iniziava l’originale e il superbo impianto narrativo articolato nei primi quarantacinque minuti di proiezione comincia parzialmente a scricchiolare in quanto non riesce a rinnovarsi (condizione comunque essenziale per non deludere i fans bramosi di “rivedere” il loro personaggio preferito nuovamente all’opera) limitandosi a rimettere in scena, con qualche variazione, ma senza guizzi particolari, la storia ed i personaggi del primo hallowen.
Siamo comunque a livelli altissimi a cui non siamo più abituati soprattutto nelle produzione di film horror: la regia di Rob Zombie è innovativa, controllata, intensa ed alcune sequenze sono da antologia del genere (l’uccisione dell’infermiera su tutte).
Macchina a spalla, stacchi improvvisi, fotografia cupa: tutto contribuisce a creare un’atmosfera insana che coinvolge e rende dualistico il rapporto dello spettatore che diventa contemporaneamente complice/vittima della follia dell’assassino.
Probabilmente “Halloween the beginning”, nonostante gli indiscutibili pregi e i pochi difetti non rimarrà nella storia del cinema in quanto effettivamente nulla di nuovo è stato mostrato. Tuttavia, in questi anni in cui il genere non riesce a rinnovarsi e, in molti casi a spaventare, al film va riconosciuta una coerenza e, da parte del suo autore una conoscenza delle regole dell’horror non comune. Per far provare autentici brividi, basta mostrare un tizio che mette una maschera. O sai farlo o non sai farlo. Rob Zombie appartiene a quei cineasti che sanno farlo. E questo è sufficiente, allo spettatore, per essere completamente appagato terminata la proiezione.
Ben tornato Michael Myers.
di Enrico Bonino
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